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Prague “You Hear the Song. And It Is Long Ago”

frontcover1PRAGUE
“YOU HEAR THE SONG. AND IT IS LONG AGO”
FORMAT: CD
CAT N.: SS009
BARCODE: 8024365600929
OUT: OCTOBER 2003
PRICE: 5,00 €

 

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Tracklisting: Shot / Needless Talks / C / Bad Things Happen / Paint a Life / Too far / Red Floors /Bridges (I didn’t want to hurt your thumb)

english

Prague is essentially Alessandro Viccaro who writes all the songs, plays guitar and sings. He`s been recording under different pseudonyms (Birdy Num, Smou, Supervault..) since 1993 and his songs have always been characterized by a very lo-fi sound and approach to the music.
praguestoreDuring the years, after numerous comparisons were made (Lou Barlow, Guided by Voices, Pavement, just to name a few), and countless tapes and cd-rs were released on Loretta Records, Alessandro`s style got more personal and in the year 2000, while living in London, he decided to form Prague with his brother Giuseppe helping on drums (just snare drum and hi-hat).
The following year Prague`s first full length, “I Own Your Favorite Song”, was released on Loretta Records and it remarked the love for some american lo-fi/indie/country bands such as Pedro the Lion and Silver Jews.
Dark, melancholic and depressive, the cd got appreciations from the italian press and after Giuseppe called it quit, Giulio Calvino from the Candies joined on drums to record the second full lenght and play a few live shows. The following album, “You Hear the Song. And It Is Long Ago”, recorded near Varese at the Sauna Studio, sees different guests from bands such as Blown Paper Bags, Candies, Encode, KC Milian, playing and singing in the new more rocking yet still melancholic songs whose approach and affinity is close to Pedro The Lion, Mineral, Codeine.
The author of the artwork is Rudee Penando (at the time employee at Southern. UK), the mastering has been made by TW Walsh. In 2004 Alessandro decided to come back in Italy for good. He launched his own DIY record label and distro Eaten By Squirrel.

italia

Prague risponde al nome di Alessandro Viccaro, che con questo alias aveva già pubblicato nel 2001 per Loretta Records l’album “I Own your Favorite Song”.
Fin dal 1993, quando Alessandro ha iniziato a incidere i primi demo e cdr con differenti pseudonimi (Birdy Num, Smou, Supervault..), il suo stile è stato caratterizzato da un approccio decisamente a bassa fedeltà e da un alto grado di sentito coinvolgimento emotivo, affine all’indie/country americano di nomi come Pedro the Lion, Elliot Smith, Codeine, Songs:Ohia.
Prague nasce nel 2000 a Londra, dove Alessandro ha vissuto per diversi anni, come progetto che coinvolge anche il fratello Giuseppe Viccaro alla ritmica, a cui si avvicenda poi Giulio Calvino (Candies) per una manciata di live e per la registrazione del secondo album, permeato da atmosfere “sadcore”, malinconiche e introspettive come in passato (pur con sorpendenti aperture melodiche).praguecat
“You Hear the Song. And It Is Long Ago” esce per Suiteside nell’autunno 2003, registrato ai Sauna Studio vicino Varese. Nei credits, oltre a Giulio Calvino alla batteria, ci sono MadtP (ex-Lo-fi sucks!, Blown Paper Bags) e componenti di Encode e KC Milian. L’artwork è curato da Rudee Penando, grafico per Southern UK; la masterizzazione è affidata al songwriter e sound engineer statunitense TW Walsh. Nel 2004 Alessandro decide di tornare a vivere in Italia, e avvia l’etichetta e mailorder Eaten By Squirrel.

 

 “You Hear The Song…” declina più la parola “emo” che quella “core” e dimostra di non aver nulla da invidiare a eroi d’oltreoceano quali Pedro The Lion o Damien Jurado. Rockerilla (It)
Efficaci saggi di rabbia alla moviola e digressioni più melodiche. L’approccio emotivo alla scrittura è una qualità innegabile di questo progetto, in grado di regalare minimali quadretti di spleen da cameretta e languide malinconie per voce e chitarra. Mucchio (It)
…la musica di Alessandro Viccaro riesce ad averla vinta. Per la qualità intrinseca della proposta, per come riesce a unire Pedro the Lion e l’emo più intimista dei Mineral, per almeno un paio di canzoni (Needless Talks e Paint a Life) come se n’è sentite poche ultimamente. 7 Blow Up (It)
Un disco come quello di Prague non ha proprio nulla da invidiare a quello dei campioni cui fa riferimento, capace di evitare il rischio di impigliarsi in situazioni esageratamente malinconiche affiancando ai ritmi rallentati una pienezza di suoni eccellente ed una costante ricerca dello spunto melodico. Una versione di Pixies passati al rallentatore, piuttosto che un mattone piazzato a riempire la voragine lasciata dalla scomparsa di Bedhead e Codeine.
Rumore (It)
…se uno si muove al “rallentatore” con abilità farebbe un peccato capitale a velocizzare troppo il suo andamento. Se è la malinconia che ti attanaglia, se è l’intimismo la tua condizione naturale, la sola possibilità è farli uscire senza remore. Se la tua violenza è fisiologicamente trattenuta non puoi fare altro che esprimerla con un tormento introspettivo generato da quell’animo sad-core insito nei tuoi geni. Lente emozioni create con classe cristallina. Per gli affezionati al genere un acquisto a scatola chiusa, magari da mettere nello scaffale fra “Frigid Stars” e “It`s Hard To Find A Friend”. 4/5 Kronic (It)
Il disco segue un percorso strutturale molto lineare, senza eccessivi colpi di scena o scossoni troppo violenti. Una linearità non banale, ma riflessiva e concreta, frutto di un’ottima abilità tecnica e di consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie idee. Un indie rock d’autore, puro, un introspettivo ritratto in musica del mondo visto da Prague, con venature country-americane, che non fanno altro che aggiungere pienezza artistica ad un album già di per sè ottimo.
Frequenze Moleste (It)
Viccaro è bravissimo a costruire un mondo dove trovano posto atmosfere sadcore, incroci melodici ( la chitarra che dialoga col rhodes in “Bad Things Happen”), cantautorato casalingo e lamenti emo ( “C”, “Too Far”). Un disco che sa far vibrare le corde del cuore ed entrarvi in sintonia e che può vantare una scrittura ispirata, trovate melodiche accattivanti ed anche una bella copertina. Idbox (It)
Ascoltate le ruvide delicatezze di “Bad Things Happen”, impreziosite dal rhodes di Matteo Casari dei Lo-fi Sucks, o la magnifica “Bridges (I didn’t wanna hourt your thumb)”, perfetta summa di emozionalità e approccio sad-core, per capire quanto Viccaro non sia un semplice mestierante, ma un bravo songwriter capace di scrivere belle canzoni, talvolta bellissime. Rockit (It)
Prague ci accompagna in ciò che è suo. Ciò che non potrebbe essere più suo di cosi, perché questo è il proprio modo di vedere il mondo. Solo una visione di quello che può essere l’intimità cantata tra richiami lo-fi, una voce acerba e volutamente distratta (chissà da cosa?), melodie un po’ à la Death Cab For Cutie, ambientazioni emotive nelle quali è difficile riconoscere dove finisca una canzone e ne cominci un’altra, proprio come è difficile a volte spiegarsi dove termini un sentimento e ne inizi un altro. MusicbOOm (It)
The whole album has a certain charm that’s difficult to convey with any precision. It radiates a glow like a wintry dawn, full of romance and promise. If ‘real’ music comes from the heart rather than the head, Viccaro’s must be deeper than the ocean. 4/5 Drowned In Sound (UK)

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