Suiteside Official Web

Morose “People Have Ceased to Ask Me about You”

ss012frontweb

MOROSE
“PEOPLE HAVE CEASED TO ASK ME ABOUT YOU”
FORMAT: CD
CAT N.: SS012
OUT: MAY 2005
PRICE: 5,00 €

 

ssshop

 

 

 

itunesbutton

 

 

Tracklisting: Ich bin der grosse derdiedas / Words Are Playthings / Some Squeaking Bones / Francoise & Christophe / Un plaisir funeste / Cascando / Imaginary walk in Grozny / Mourning song / Lonesome

englishMorose was born in 1998. The first recording (starring d. Saranza, Mauro Costagli, La Carogna and Luca Lazzoni) consists of an untitled cassette, released by Mauro’s new born record label, called Ouzel.After releasing the very first tape, they suspend their activity until Summer 2000: the band records a new track to join the 2nd Anniversary Compilation of Ouzel Records, and releases its 2nd work, called “Lifespace at a Given Moment“.In 2001 the band records its new EP, “Best Regards From Hungary“, released by Ouzel Records, and joins various compilations released by Dhyana Records (Germany), Bliss (U.K.), Fighting Godzilla (U.S.A.).After playing some gigs around Italy, the band releases a vinyl 7” split with [Minmae] (from Portland) “Love is A Swindle“, it contains 3 previously unreleased tracks, and it is released by Try Not To Look (U.S.A.) Luca Lazzoni leaves Morose in Autumn 2001. The new member is Luca Galuppini (ONQ): the band records a lot of new stuff with him, joins a few compilations, releases a “Worst Of” on Bliss Aquamarine (cassette split with Mauro’s Colours Seen From Behind) and starts the recordings of a new album. The first track of the session is included in the compilation “You Cannot Hold DIY…“, released by Ouzel Records, also starring June of 44. 2003 brings a new album: “La Mia Ragazza Mi Ha Lasciato” (Ouzel / Cane Andaluso), and a new member: Valerio Sartori joins the band as trumpet, clarinet and bass player. After a short tour in the U.K. in Summer 2003, with Hiyori Ando playing bass, keyboards and percussions, Federico Moi joins Morose, then the band tours Italy again, sharing the stage with THE MICROPHONES, AZURE RAY, ANT, ISO 68. In the Summer of 2004 another change in the line-up: Mauro Costagli leaves, replaced by Pier Giorgio Storti. Then 2005 starts with a short tour in France with Yee Pee, and the new album “People Have Ceased To Ask Me About You” on Suiteside. Some friends helped Morose in this new odyssey: Simona Motta (cello), Bernd Spring (voice, track 1), the French band Yee Pee (voices, track5 ) and what we can consider the fifth member of the band: Chance. “People have ceased to ask me about you, as any other previous work of the band, has been recorded at home with an 8-track recorder (MD8).

italia

Il progetto Morose prende vita durante un caldo pomeriggio dell’agosto 1998 con la registrazione di una cassetta di pop minimale le cui influenze sono da ricercare in Leonard Cohen, Velvet Underground, Sebadoh, Nick Drake. Nei cinque anni successivi, i Morose hanno inciso diversi lavori della durata inferiore ai 30 minuti per l’etichetta Ouzel Records, fatto alcuni concerti (da segnalare quello con The Microphones – K Records – nel settembre 2002), ed intessuto una fitta rete di contatti internazionali che hanno permesso la distribuzione dei loro lavori in U.S.A., U.K., Germania, Giappone, ed è valsa loro la possibilità di partecipare a varie compilations di etichette indipendenti italiane ed estere e di incidere un 7″ per l’etichetta statunitense Try Not To Look. Il primo album, dal titolo “La mia ragazza mi ha lasciato” (Ouzel / Cane Andaluso 2003), è stato accolto con grande entusiasmo dalla stampa italiana. Per promuoverlo il gruppo ha effettuato una trentina di concerti in Italia (fra cui l’apertura per le Azure Ray della Saddle Creek), e a cavallo tra Agosto e Settembre 2003 è stato in tour in Inghilterra, dove ha suonato al noto Arts Café di Londra con Meets Guitar (Gavin / Billy Mahonie) e Prague, al Rota Afternoon Show di Notting Hill (con Ant degli Hefner, show organizzato dalla leggendaria Rough Trade), ed ha partecipato al programma radiofonicomorose06 “The Garden Of Earthly Delights” presso la Cable Radio Milton Keynes con un set totalmente acustico. “People Have Ceased to Ask Me about You” è stato registrato e mixato nella seconda metà del 2004. I toni sono ancora più dolenti e le atmosfere più rarefatte, ma si tratta di una maliconia composta e dolce, distesa su tappeti elettronici minimali, intessuta di riferimenti letterari, resa più sopportabile dalla compagnia di amici (gli ospiti francesi Yee Pee), e distesa da piccoli frammenti di suoni tratti dalla quotidianità.

È un disco fatto di voci e i rumori del quotidiano si mischiano con naturalezza a melodie semplici e suoni piccoli. Se non avete paura degli album che funzionano meglio nelle giornate in cui avete voglia di stare per conto vostro, difficilmente troverete atmosfere più autentiche di queste in cui crogiolarvi. Rolling Stone
“Se a voi piacciono Devendra Banhart, le Cocorosie, Bonnie Prince Billy, oppure Smog, la musica proposta dai Morose fa per voi.” D – La Repubblica delle Donne
“Rumori appena sfiorati, quasi distrattamente, quasi in un flusso di coscienza, suonano in casa, magari davanti al caminetto. Sweethome-fi più che lo-fi dovrebbe essere la definizione.” Label Mag
Un disco da ammirare per bellezza, omogeneità e coerenza. Triste, ma mai disperato. Difficile, ma mai ostico. Oscuro, ma mai buio. Un disco da ascoltare e riascoltare, potendone cogliere sempre nuove sfumature: bravi, bravi, bravi. 4/5 MusicbOOm
C’è qualcosa di speciale che alberga delle nove canzoni di “People Have Ceased To Ask Me About You”, qualcosa che si stacca dalla media dell’indie per raggiungere e diventare qualcos’altro. Il ritmo è lento, e l’unica cosa che ti ricordi – oltre alla bellezza siderale delle canzoni, tutte, indistinte – sono i delicati arpeggi di chitarra acustica, i fraseggi strumentali tanto evanescenti quanto intensi e le parole sussurrate nel microfono come a non voler interrompere una magia che sembra farsi sempre e sempre maggiore. Extra! Music Magazine
Malinconia, disincanto, dolore, turbamento: i toni e gli umori che dominano il secondo lavoro dei Morose abitano stabilmente quella zona di luce diafana e tremula che separa il giorno dal buio, l’ansia dalla consolazione, il dubbio dalla speranza. Un disco ispirato, colto e franco nel quale la forbitezza dell’eloquio sonoro non minaccia mai la fruibilità delle canzoni, la loro immediata e genuina capacità di suggestione. Rockerilla
I Morose raccontano stavolta la fine della fine, la sua nostalgia e dunque il suo ritorno. Il silenzio eloquente degli altri si traduce in spazi acustici liquidi dai quali si cerca di nuotare via in fretta pur godendosi la vertigine del naufragio. La discesa avviene nel segno dei Black Heart Procession e di certa scena di San Diego, ma Davide Speranza e soci inciampano anche nelle ascendenze sonore più morbide di Yann Tiersen (“Francoise e Christophe”) e dei Dirty Three.
Il Mucchio
Gli spezzini Morose a partire dal titolo assai evocativo disegnano pastelli di malinconia riflessiva utilizzando idiomi – inglese, francese e tedesco – e suggestioni che denotano quell’amore per il proprio mestiere che ormai è così raro. “People have ceased to ask me about you” è musica panoramica, naturale, che parla ai valori dal momento in cui inizia (7/8) Blow Up
I Morose possiedono canzoni belle e amare come Words are playthings e l’istante di Francoise & Cristophe, violoncello e fisarmonica, un po’ Bedhead al principio poi qualunque nome vi venga in mente possa far rima col concetto di spleen e la parola malinconia. 4/5 Rumore
Un disco bellissimo. Scuro tanto da suonare quasi inquietante. Malinconico, misterioso e romantico. Intimo e delicato. Canzoni folk rock fragili e dolenti quanto affascinanti. Freak Out
Scarnificatevi, così come il suono (questo suono…) ha deciso di fare, rasentando la disperazione, cullandovi al limite del suo mistero, abbagliando i vostri occhi con luccichii indecifrabili, nuances inquietanti e inquiete. E’ tutto uno stupito, muto auto-contemplarsi. La musica dei Morose descrive un mondo in cui è possibile fissare le rovine con sguardo finalmente rassegnato perché, in fondo, pacificato. Onda Rock
I Morose dimostrano di aver saputo affilare ulteriormente le proprie armi, riuscendo a far precipitare l’ascoltatore nel loro grigio e denso universo sonoro. Music Club
Chitarre acustiche che s’intrecciano tessendo delle trame di materia finissima, voci sussurranti che s’amalgamano creando malinconiche visioni ed una parte ritmica quasi invisibile, a non coprire le suggestioni a cui è sottoposto l’ascoltatore; un sound originale che ci proietta visioni d’acquerelli con colori opachi e pennellate dolci e sensuali.
Alternatizine
E’ un piacere constatare come ora, al posto del lato buio di San Diego ci siano i vicoli nebbiosi europei. L’intero album ha un ritmo lento e diluito tra malinconie e vibrafoni, tastiere, melodie cadenzate, archi e fisarmoniche. E’ avvolto da uno spleen da uscio di bettola, molto suggestivo e quasi psichedelico nelle sue rifrazioni d’inizio secolo. Nel suo essere molto europeo ed estremamente “sentito”, People Have Ceased… brilla di luce propria. Defilato e sommesso, quanto incantevole. News
L’arte dei Morose ha qualcosa d’insondabile che svela le ragioni per tentare di continuare a vivere in solitudine, informa la battaglia campale contro la depressione fagocitante di un mondo indifferente al dolore ed all’assurdità. 7.2/10 Sentire Ascoltare
“People have ceased to ask me about” è incentrato su percorsi notturni, tristi, sofferenti. Buona prova di D. Speranza alla voce, che aumenta la tristezza che pervade tutto l’album. Non dobbiamo aspettarci un album da ascoltare sempre, ammettiamolo, ma deve essere premiata la qualità, l’intenso filone emotivo che si insinua in ogni canzone.
Indiezone
Ecco lo scatto che ci aspettavamo. Nel punto previsto, perché chi ha talento se ne frega delle tattiche. Parte e va. E noi osserviamo la fuga, inutile dirlo, al rallentatore, con gli occhi attenti ad ogni singola pedalata, temendo possibili forature o cadute. Non avverranno. Un’atmosfera notturna perenne, attraverso un cantato tanto indolente quanto lieve nell’appoggiarsi ad inserti elettronici minimali ed a suoni rubati all’esterno. Ad accompagnarli carezze acustiche violente nella loro ineluttabilità, dolorose perché intense e generate da un approccio mai così drammatico. E’ una musica inesorabilmente sofferta, in cui la pacatezza della scelta strumentale non è altro che l’ennesima accettazione di uno stato di fatto, in cui anche la ribellione assume il significato di utopia. Ben più di una conferma. Semplicemente una perla nera che ci auguriamo sia ammirata da più persone possibili. Kronic
Minimalismo come può esserlo quello di un Leonard Cohen agli esordi o del miracoloso Nick Drake di “Pink Moon”: corde pizzicate, tasti accarezzati, accenni di xilofono, percussioni desolate e monotone; musica invernale. Non c’è più progressione possibile, solo splendida cristallizzazione. Kalporz
Questo nuovo disco è una rappresentazione dell’apocalisse, con i suoni che rimbombano nelle orecchie. Siamo di fronte a 40 minuti scarsi di musica di una intensità davvero pazzesca. E’ un ascolto doloroso, che richiede impegno, ma che dà delle enormi soddisfazioni. Una conferma, se serviva, dell’enorme talento di Davide Speranza e soci e del gusto della Suiteside di Monica Melissano che gli pubblica questo lavoro. Post-it
Il disco in questione è uno dei migliori ascolti fatti nell’ultimo mese. 8 UDS
Un concentrato di pop ‘intelligente’ a tinte tenui: le atmosfere sono quesi sempre oniriche, sognanti, sofferte; gli arrangiamenti ricchi di suoni intessuti con buon gusto. Corriere Mercantile
This new CD by Morose is a great album, glowing with openness, melancholy and charm. Monochrom (Austria)

Advertisements

Leave a Comment »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Create a free website or blog at WordPress.com.

%d bloggers like this: